Quando lo schermo spegne l’istinto: adolescenti, smartphone e sopravvivenza

La tragedia avvenuta a Crans-Montana nella notte di Capodanno, dove alcuni adolescenti hanno perso la vita durante un incendio, ci costringe a una riflessione profonda. Secondo le ricostruzioni diffuse nei giorni successivi, in quei momenti concitati qualcuno avrebbe impugnato lo smartphone per registrare le fiamme invece di mettersi immediatamente in salvo. Al di là dei dettagli, resta una domanda dolorosa: cosa accade quando il bisogno di documentare supera l’istinto di sopravvivenza?

Da psicologo, mi rivolgo soprattutto ai genitori. Negli ultimi anni lo smartphone non è più soltanto uno strumento: per molti adolescenti è diventato una lente attraverso cui dare senso alla realtà. Filmare, condividere, “esserci” online può sembrare, nel loro mondo, una risposta automatica allo shock. Il cervello adolescente, ancora in sviluppo, è particolarmente sensibile alla ricerca di approvazione, all’adrenalina e alla gratificazione immediata. In situazioni estreme, questa automatizzazione può prendere il sopravvento sul pensiero riflessivo e sull’istinto primario di protezione.

Questo non significa colpevolizzare i ragazzi, né tantomeno ridurre una tragedia a una lezione morale. Significa, però, riconoscere una fragilità culturale: abbiamo normalizzato l’idea che ogni esperienza debba essere registrata, anche quando il corpo e la mente chiedono di fuggire, di chiedere aiuto, di salvarsi.

Ai genitori dico: parlate con i vostri figli di questi temi prima che l’emergenza arrivi. Allenate con loro il pensiero critico, la capacità di “staccare” dallo schermo, di ascoltare i segnali del corpo. Date l’esempio: il rapporto che noi adulti abbiamo con il telefono è il primo modello che osservano. La prevenzione passa anche da qui, da conversazioni quotidiane che restituiscono priorità alla vita reale, alla sicurezza, e al valore insostituibile dell’istinto umano di sopravvivenza.

Nuova e importante tappa del mio percorso professionale

Svolgo la mia attività come psicoterapeuta e psicologa giuridica, occupandomi del trattamento dei disturbi emotivi e relazionali attraverso un approccio scientifico ed empatico, orientato al benessere e alla crescita personale.

Sono lieta di annunciare che ricevo i pazienti anche presso il nuovo studio di Via Salaria, 280 – 00199 Roma (RM). La nuova sede offre un ambiente riservato e accogliente, pensato per garantire continuità, qualità e attenzione nel lavoro clinico.

Per informazioni o appuntamenti è possibile consultare i contatti presenti sul sito.